Pomeriggio a Brera.

Posted: 10th marzo 2017 by nunziocapece in sculture
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Ieri, nel primo pomeriggio, sono stato a Brera per una conferenza che non aveva nulla a che fare con l’arte. La sala che ospitava l’evento, conteneva numerosi calchi in gesso di statue antiche e due grandi disegni su carta di Andrea Appiani, notevole pittore della seconda metà del ‘700 nominato direttore dell’Accademia di Brera nel 1807.

Curiosando tra le statue di gesso ho scoperto che le opere sulle pareti erano calchi delle centauromachie del Partenone tratti dagli originali conservati in inghilterra, ed inoltre che le enormi sculture mutilate in fondo alla sala erano calchi dalle opere di Fidia fatti e donati a Brera da Antonio Canova, mentre di fronte avevo nientemeno che la Nike di Samotracia, davvero splendida e affascinante.

Galata morente.

Tra le altre statue spiccava il “Galata morente”, dalla copia romana esposta ai musei capitolini: sono stato sempre affascinato da quest’opera e poterla studiare da vicinissimo anche solo per pochi minuti è stata un’esperienza davvero unica tanto quanto inaspettata.

Da questo punto di vista una giornata molto molto proficua.

Tango 2016

Posted: 1st gennaio 2017 by nunziocapece in pittura e grafica
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tango 2016

Tango 2016 Olio su tela cm. 40×40

Tutta la morbidezza e la delicatezza di una pittura raffinata in questo piccolo olio con il quale il maestro riprende un tema tra i più amati. La gestualità e l’incrocio di sguardi tra i ballerini sono il motivo conduttore del pezzo, e sembra quasi possibile ascoltare lo struggente suono del bandeon che accompagna i due in una specie di lotta tanto fisica che psicologica di cui non si riesce a prevedere un vincitore. Il fondo spatolato in modo astratto isola le due figure e ad aumenta la distanza in chiave metafisica dallo spettatore.

L’uso di campiture metalliche astratte è un’evoluzione del pensiero artistico per il naturale avvicinamento del maestro alle arti plastiche.

In questo modo ricrea in pittura lo spazio tridimensionale neutro che invece nella realtà circonda ed isola l’oggetto scultoreo.

Contaminazioni: Haereticus.

Posted: 12th dicembre 2016 by nunziocapece in sculture
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haereticus

Haereticus 2016 – terracotta applicata su muro e dipinta ad acrilico. Foyer spazio teatrale (S)Blocco5 a Bologna.

Siamo nell’era della contaminazione. Tutto è contaminazione: antropologica, etnica, culturale, industriale, artistica, biologica, scientifica, comportamentale, ambientale, chimica… un concetto che permea l’era moderna quanto mai in tutte le altre messe insieme. Un’accelerazione direttamente proporzionale allo sviluppo dei canali di comunicazione, in un processo entropico che sembrerebbe inarrestabile.

L’indagine di Capece inizia dunque dal concetto della contaminazione attraverso una serie di opere in terracotta applicata a vari supporti, da cui sembrano emergere in un continuus cromatico-materico per dare forma e colore di volta in volta ad uno degli innumerevoli aspetti della contaminazione.

Nell’opera in questo post, per esempio, il titolo Haereticus indica il concetto di una contaminazione religiosa, o anche politica, risolta cromaticamente in un volto inquietante “diverso” colorato in bronzo in un emergere di volti altrettanto inquientanti da fondi bianchi che si sviluppano sulla parete in tante  macchie con bordi tentacolari. Metafora di poteri consolidati tra cui compare improvvisamente l’eresia? Ci si può sbizarrire in tante ipotesi, tutte più o meno pertinenti, resta in ogni caso l’immagine che cambia forma ed aspetto a seconda della direzione della luce che la anima.

Altri esempi di questa “indagine” a tre dimensioni + colore sono presenti in queste pagine, in attesa che possano essere raccolte in un evento espositivo di cui daremmo tempestiva comunicazione a chi volesse esserne direttamente informato.

Fuga dalla menzogna – 2009

Posted: 4th dicembre 2016 by nunziocapece in pittura e grafica
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Fuga dalla menzogna – 2009 Olio su tela cm. 40×50

Tra le ultime opere “napoletane”, ricompare qui il cavallo di legno, improbabile mezzo di trasporto per una fuga immaginaria, come elemento di unione tra il maschile ed il femminile per una destinazione condivisa. Fanno da corollario giochi “vintage” e il bidone esasperatista con sullo sfondo la sagoma di un vulcano in una foschia da cui indovinano ciminiere fumanti e l’idea di una metropoli affacciata sul mare.

L’esasperatismo è il movimento artistico napoletano fondato da Adolfo Giuliani a cui Capece ha aderito partecipando ai numerosi eventi espositivi nelle prestigiose location campane (Castel dell’Ovo, Maschio Angioino, ecc.). Quest’opera è attualmente in una importante collezione privata milanese.